Come chiamiamo questo Blu? Crayola affida ai social la scelta del nome

Può un marchio storico, che praticamente può vivere della sola popolarità del proprio nome, decidere di rilanciarsi con una campagna social che diventa subito virale? Sì, può, quando il brand è Crayola, un’istituzione americana per quanto riguarda i prodotti per belle arti, primi fra tutti, gli inconfondibili pastelli. L’azienda, che ha la sua sede in Pennsylvania , è attiva dal 1885 e non c’è bambino americano che non abbia portato a scuola almeno una volta la famosa scatola gialla di colori Crayola.

Dopo aver deciso di escludere dalla confezione da 24 pastelli il colore giallo “Dandelion”, ispirato alla tonalità del fiore “Dente di leone”, e di non rivelare che questo sarebbe stato rimpiazzato da una tonalità di blu, la Crayola è stata “spoilerata”, prima di ufficializzare l’addio al giallo, dal tweet di un uomo che ha scoperto, in un supermercato, la scatola di colori in cui veniva annunciato l’imminente scomparsa del pastello.

Fan e nostalgici di una delle tonalità storiche del marchio hanno invaso la bacheca della relativa pagina facebook per lamentarsi di questa scelta, tanto da far nascere l’idea di una campagna di marketing tutta sui social per dare il benvenuto al nuovo colore della famiglia dei blu, invitando gli utenti a trovare il nome al nuovo pastello.

Così nasce la più grande campagna pubblicitaria Crayola mai lanciata dalla storica azienda e uno dei più grandi esempi di engagement degli ultimi anni, tanto da diventare argomento di articoli sulle pagine economiche del Time e del New York Times.

Gli utenti invitati a diventare copywriter per un giorno si sono sbizzarriti nelle proposte, da “Dreams come blue” a “Bluetiful”, cinque sono quelle arrivate in finale per un contest che si concluderà il 31 agosto, quando verrà annunciato il nome ufficiale del nuovo blu Crayola.

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