Lorenzo Colonna lascia Laboratorio COM: «Ho di meglio da fare»

Il momento è giunto, atteso quanto un conguaglio dell’amministratore di condominio, desiderato quanto l’influenza alla vigilia delle vacanze: dobbiamo lasciar andare Lorenzo Colonna, è giusto che, raggiunta l’età della ragione, lasci la compagnia dei COMmedianti per nuove avventure nel mondo degli adulti. È vero, ci ha annunciato la sua partenza con largo anticipo, ma nessuno di noi ha voluto crederci fino in fondo, ci ha spiegato le sue motivazioni, ha tentato di farci comprendere il suo nuovo lavoro, ma abbiamo preferito credere che sia stata la Banca Vaticana a chiamarlo come dirigente supremo. I primi giorni saranno difficili, ma cercheremo di sopravvivere alla sua assenza, sicuri che tornerà a mancarci quando riceveremo la prima bolletta dell’Enel post Colonna e rimpiangeremo le sue capacità di risparmiatore di energia elettrica per l’intero pianeta. Ci mancheranno quegli attimi in cui bastava distrarsi un attimo e ritrovarsi al buio perché dalle tue parti era passato Lorenzo, lo spegni-interruttori senza pietà.

Di lui ricorderemo la calma serafica con la quale rispondeva ai nostri clienti, l’imperturbabilità mostrata per le richieste più assurde (qui sotto una prova documentaria).

Ma ancora di più ricorderemo i suoi esordi, in un dojo di Bogotà, costretto ogni giorno, al cospetto del suo maestro di arti marziali, a ripetere la stessa frase per ore: “Sì, Sem Seo”. Quei giorni infelici terminarono con il suo approdo a Laboratorio Com, un’agenzia di comunicazione di Bari dove poteva respirare aria di libertà. Eppure non gli bastava, voleva più libertà, come quei Replicanti che cercano più vita, cercare parole chiave lo faceva sentire chiuso dietro a una serratura.

Se ne va con una promessa, quella di poterlo contattare in ogni momento per qualunque richiesta, dotandoci di un sistema ingegnoso che non lo costringerà a estenuanti ore di chat, ci basterà invocarlo. Colonna apparirà, dispensando consigli, allontanando da noi ogni congiura e malasorte, come i santi delle edicole della città vecchia.

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