Nulla si crea, molto si distrugge, tutto si trasforma #difendiamolabellezza

Laboratorio Com dice no alle attività di ricerca di idrocarburi nell’Adriatico e alle conseguenti trivellazioni per estrarre petrolio. L’8 giugno 2015, il governo ha autorizzato la Northern Petroleum a sondare i fondali al largo della nostra costa incontaminata alla ricerca di giacimenti di petrolio, il ministero dell’Ambiente ha dunque autorizzato le operazioni di prospezione e ricerca nel tratto di costa da Mola di Bari a Fasano.  Noi non possiamo che dichiararci contrari alla trasformazione distruttiva di cui le nostre coste sarebbero vittime, oltre che essere convinti della necessità di investire nella produzione di energie rinnovabili in sostituzione di quelle che provocano inquinamento e danni ambientali che finora si sono mostrati gravissimi. Le ragioni del nostro No sono molteplici, a partire dall’impatto deleterio che queste attività avrebbero sulla fauna ittica a causa dei mezzi utilizzati per eseguire le ispezioni sui fondali. La tecnica dell’airgun è tristemente famosa per aver provocato stragi nella fauna acquatica, tanto da rientrare nella categoria degli ecoreati. In poche parole questa metodologia di indagine corrisponde a vere e proprie esplosioni di aria compressa nelle profondità marine con cui è possibile avvertire, attraverso le risposte rilevate “leggendo” le onde riflesse che rimbalzano sul sottosuolo, la presenza di idrocarburi. Effetti? Molti e drammatici, primo tra tutti a danno dei pesci e dei cetacei che resi sordi dall’esplosione perdono la rotta e finisco per spiaggiarsi e morire sulle rive delle nostre rive. Inoltre l’airgun compromette la possibilità di riprodursi dei pesci con conseguenze gravissime non solo per gli animali stessi, ma per quella fetta di economia che si basa sulla pesca, fondamentale per la Puglia e le altre regioni interessate. Bene, la camera ha soppresso il divieto di utilizzare l’airgun eliminandolo di fatto dai reati contro l’ambiente. E ancora, oltre alle ripercussioni sull’economia e sull’ambiente, si aggiunge quello meno discusso, ma altrettanto importante, la corruzione del paesaggio marino e della linea dell’orizzonte: a nessuno può piacere, guardando il mare, una piattaforma petrolifera che si staglia in lontananza, per sempre.

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