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Come funziona l’algoritmo di Instagram? – Prima parte

 Cosa si intende quando si parla di “algoritmo” per Instagram?

(Le informazioni dell’articolo sono riprese dalla Guida Ufficiale in versione Inglese di Instagram rilasciato a Giugno 2021)

Spesso, nell’ambito del social media marketing, si narra la leggenda di un unico algoritmo che decide quali contenuti mostrare agli users. In verità, le cose sono molto diverse nel mondo reale: innanzitutto, non esiste un unico algoritmo, ma Facebook e Instagram utilizzano una serie di algoritmi, processi e classificatori, ciascuno avente uno scopo a sé, che lavorano assieme con l’obiettivo di ottimizzare il tempo dell’utente sull’app, personalizzando al massimo la propria esperienza di fruizione del social network

Instagram ha avuto uno sviluppo eccezionale in questi suoi 10 anni di vita. Nato nel 2010, il social era inizialmente strutturato come un semplice flusso di foto in ordine cronologico. Il suo rapido boom ha costretto gli sviluppatori a ripensare il meccanismo originale, poiché molti utenti perdevano nel flusso generale sia i contenuti a cui tenevano che i post dei propri contatti. 

Dal 2016, quindi, Instagram è stato totalmente ricostruito in modo tale da fornire ai sempre più numerosi Igers dei motivi in più per fotografare, condividere e restare sull’app. 

La logica di Instagram ha iniziato a basarsi sul tempo di fruizione dei vari contenuti – Feed, Explore, Reels – sviluppando un feed diverso per ogni utente, in base a ciò per cui spende più tempo.

Come funzionano gli algoritmi su Instagram

Come abbiamo detto, il sistema degli algoritmi è molto più complesso e meno lineare di ciò che si pensi, agendo in contemporanea su livelli diversi. Ogni parte dell’app utilizza il proprio algoritmo su misura per come le persone usano quella specifica parte. Questo si integra al generale utilizzo di Instagram da parte dell’utente, generando così un feed unico e personalizzato. 


Da un lato, quindi, le persone cercano e guardano i loro amici più cari nelle sezione Stories, dall’altro, gli Igers sono sempre alla ricerca di cose nuove e interessanti e vanno a caccia di questi contenuti nella sezione Esplora.
Relativamente alla sezione Feed e Stories. la logica utilizzata dall’app predilige alcuni indicatori per determinare la visualizzazione del contenuto: 

  1. informazioni sul post: a quante persone è piaciuto, quando è stato pubblicato, quanto dura – se è un video – , quanto distante è dall’utente in termini di geolocalizzazione, ed altre info di contesto;
  2. chi ha pubblicato il contenuto: quanti follower ha il suo autore, quante persone segue, con quanti altri utenti ha interagito l’autore del post nelle precedenti settimane? e domande simili per determinare il suo livello di engagement nell’app;
  3. la reazione personale al contenuto: tendenzialmente, Instagram analizza come gli utenti reagiscono ai contenuti di ogni utente/autore: li ignorano, mettano dei cuori, li salvano o condividono o commentano, ecc. ecc. 

La combinazione di questi precisi indicatori permette di fare una serie previsioni su quanto un determinato contenuto sarà o meno gradito dall’utente. Ogni contenuto è collegato a circa una dozzina di ipotesi plausibili che fanno pensare che l’utente gradisca o meno il post. 

Per quanto riguarda il Feed, ad esempio, Instagram prende in esame soprattutto le probabilità che tu possa dedicare qualche secondo a un post, commentarlo, mettere mi piace, salvarlo e toccare la foto del profilo. Più è probabile che tu intraprenda un’azione, più in alto vedrai il post. 

Altre considerazioni importanti su Instagram

Ma non finisce qui: le modalità di fruizione di Instagram prendono in considerazione anche altri fattor.

Innanzitutto, il sistema provvede a non mostrare troppi post della stessa persona di seguito, così come a dare il giusto spazio alle stories e alle loro ricondivisioni, soprattutto in occasione di grandi eventi, quando gli utenti si aspettano di vedersi ripostare in stories più o meno ufficiali. 

Infine, un’importante e delicata questione regola la condivisione dei post, organici e non, relativamente alla sicurezza, al rispetto delle linee guida della community, al fact check. Instagram, proprio come Facebook, ha posto regole molto stringenti sul rispetto del le proprie linee guida e policy, il cui scopo è offrire uno spazio sicuro alle persone appartenenti a qualsiasi tipo di minoranza, così come ai minori, evitare ogni tipo di discriminazione, la diffusione di contenuti violenti e/o illeciti o sensibili.

Quest’operazione viene fatta sia da un team di addetti interni di Facebook atti a comportarsi come dei veri e propri “censori”, unitamente ad una serie di bot che leggono e riconoscono post che non dovranno essere resi pubblici. 

Gli account che violano ripetutamente le regole della community vengono bloccati, mentre in caso di disinformazione Instagram non rimuove il post ma lo etichetta pubblicamente come “fake” e lo posiziona sempre più in basso tra i contenuti di Feed e Storie, rendendo molto difficile la fruizione di questi contenuti ad altri Igers.

Chiaramente il sistema non è perfetto e talvolta qualcosa sfugge al controllo di bot/operatori; inoltre, capita anche che i bot malinterpretino dei contenuti, bloccandoli ”per eccesso di zelo”. A tutti i social media manager del mondo sarà successo almeno una volta di vedersi bloccato un contenuto assolutamente rispettoso delle regole della community per un errore casuale dei bot. In questi casi basta, contattare l’assistenza – e parlare con un vero essere umano – per poter sbloccare il contenuto o il proprio account.

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